martedì 1 ottobre 2013

SOLLEVAZIONE GENERALE - ASSEMBLEA DI MILANO


L'assemblea ha chiarito perfettamente modalità, contenuti e finalità della manifestazione del 19. La manifestazione va vista come l'approdo di un percorso già iniziato e che avrà nei giorni 25, 26, 28 settembre e 6, 12 ottobre tappe significative e tutte di valenza nazionale. L'idea, a cui dovrebbe corrispondere la realtà, è quella di un movimento non settoriale, radicato nei territori, che tenta, con la manifestazione di Roma, di realizzare uno spazio politico entro il quale aprire una trattativa con i seguenti obiettivi: moratoria degli sfratti, stop alle privatizzazioni di beni pubblici (disponibilità di beni immobiliari del demanio), stop alle grandi opere

LA FUNZIONE DELL'ABITARE - L'INTERVENTO DI KAORI, ILARIA, ALE.


Sono Kaori, vi parlo a nome di Altin, Ale, Tina, Luca ed altri che sono qui presenti, e vi parlo a nome delle 40 famiglie che hanno occupato tre palazzi ad Asti, in via Orfanotrofio, in via Allende, e in corso Volta. Due palazzi di proprietà pubblica e uno delle banche.
Come qualcuno di voi ha affermato nella assemblea dell'11, un palazzo vuoto è morto; è senza spirito; suscita un sentimento di abbandono. Si è allontanato da quel palazzo lo spirito dell'architetto che l'ha disegnato, ma anche lo spirito delle persone che l'hanno abitato. Ma se è vuoto da tanto tempo, si è allontanata da quel palazzo anche una idea giusta della proprietà, quella dettata dall'art. 42 della nostra Costituzione

FESTIVAL DELL'ARCHITETTURA


Coinvolti dagli organizzatori di Asti Fest (Festival dell'Architettura Astigiano) nella discussione sul recupero degli edifici dismessi abbiamo di buon grado aperto gli spazi da noi autogestiti in via Orfanotrofio (ex mutua) ad un gruppo di filmakers, corrispondendo a tutte le loro domande e curiosità. Ne è risultato un incontro piacevolissimo con dei bravi professionisti nonché il montaggio di un pezzo di una video/intervista a più interlocutori, architetti, giornalisti, tecnici del Comune, “occupanti”. 

giovedì 25 aprile 2013

APRILE 2013: LA LOTTA CONTINUA!


A sentire il leader del Movimento 5 stelle, fascismo e antifascismo sarebbero ormai questioni ideologiche superate, “domande senza risposta” su cui non si dovrebbe più perder tempo, tanto che persino Simone Di Stefano (candidato presidente del movimento fascista Casa Pound) potrebbe, a detta dell’ex comico, entrare senza problemi a far parte del MS5. Il fascismo poi, come ricorda Roberta Lombardi (capogruppo del movimento grillino alla Camera dei deputati) prima di “degenerare” aveva molti aspetti positivi, tra cui la “tutela della famiglia” e l’”alto senso dello stato”.

Queste le dichiarazioni pubbliche di due dei più importanti esponenti di quel movimento che in Italia è riuscito ad affermarsi intercettando e dando forma politica a quel malessere sociale ormai sempre più diffuso, assumendo – deformandoli e rendendoli fruttuosi da un punto di vista elettorale– la sfiducia nei confronti della politica, la consapevolezza dell’irriformabilità del sistema, la tensione verso una maggiore equità nella distribuzione delle risorse e l’attenzione per le tematiche ambientali.

POLITICAMENTE SCORRETTO


Il corteo di ieri si è discostato visibilmente, nel linguaggio e nelle forme della partecipazione, dai soliti cortei. Uno sciame di persone, non attraversato da principi d'ordine, soprattutto gioioso. Le tematiche esplicite, quelle rintracciabili nei volantini e negli striscioni, sono circolate senza uno specifico portatore, né individuale né collettivo. Certo i “rottamai” c'erano, c'erano i giovani precari, c'erano le famiglie, “occupanti e non”, ma nessuno di loro appariva con il targhet della categoria sociale di appartenenza.
Due volantini, fitti di argomenti, sono stati distribuiti in una sorta di occasionale passamano, come se quella fin troppo tradizionale forma di comunicazione costituisse un dettaglio trascurabile rispetto alla comunicazione dei sentimenti, delle colonne sonore dei sound-system, delle danze e delle performance dei gruppi in costume. Una bella manifestazione, hanno detto in molti, durante e dopo il corteo. Una bella festa. In molti si sono rammaricati di non avervi preso parte. 

Una situazione decisamente sfavorevole per chi sopravvaluta il potere della parola, per chi legge il presente con le lenti del passato. La rivendicazione del diritto al lavoro e alla casa è stata brevemente commentata, in due punti del lungo percorso, come se fosse serenamente implicita e scontata, come se la fiducia e la speranza in un mondo migliore non avessero bisogno di dichiarazioni di uguaglianza e di giustizia sociale, ma solo di azioni e sentimenti conseguenti. Rigorosamente conseguenti, come una occupazione, come una festa in una casa occupata o come un esproprio. Si esproprio, come quello deciso dal governo della Andalusia, nei confronti delle banche che hanno speculato con i mutui ipotecari.

Si può, si deve


Si può, si deve
tutelare l'ambiente e al tempo stesso riconoscere l'esistenza di un vecchio utile mestiere, il commerciante itinerante di materiali ferrosi. Non siamo una categoria sociologica in via di estinzione. Siamo delle famiglie, di persone in carne ed ossa che per anni hanno campato commerciando materiali ferrosi. Non ci siamo arricchiti, ma da quando è in vigore il TU delle leggi di utela ambientale, siamo il facile bersaglio di autorità di polizia che ci denunciano per gestione non autorizzata dei rifiuti, ci sequestrano gli automezzi, e da ultimo ci fermano del tutto l'attività minacciando i gestori dei centri di recupero di denuncia per ricettazione o per accettazione di rifiuti da soggetti non abilitati. 

mercoledì 10 aprile 2013

INCONTRO CON I CAPIGRUPPO


L'incontro non ha registrato niente di nuovo, salvo il fatto che la presenza del sindaco, della presidente del Consiglio Comunale e di alcuni capogruppo, ha confermato una disposizione all'ascolto che le famiglie e l'associazione avevamo già avuto occasione di apprezzare.
Da parte nostra sono state ripresentate le ragioni e la storia delle tre occupazioni, il valore politico e sociale che attribuiamo a quelle, il loro senso nel nostro universo di discorso.
Attraverso quelle ragioni abbiamo puntualizzato i principali problemi da affrontare, quello abitativo essendo il diritto all'abitare sempre più negato e quello dell'uso degli stabili occupati, essendo il diritto di proprietà, così come è esercitato oggi, in un mercato dominato dalla finanza, di ostacolo ad un uso sociale degli edifici.

  FONDO DI RESISTENZA   con i pregiudicati della ex Mutua SOMMA VERSATA A TUTT'OGGI     7300 e...