L'assemblea ha chiarito
perfettamente modalità, contenuti e finalità della
manifestazione del 19. La manifestazione va vista come l'approdo
di un percorso già iniziato e che avrà nei giorni 25, 26, 28
settembre e 6, 12 ottobre tappe significative e tutte di valenza
nazionale. L'idea, a cui dovrebbe corrispondere la realtà, è quella
di un movimento non settoriale, radicato nei territori, che tenta,
con la manifestazione di Roma, di realizzare uno spazio politico
entro il quale aprire una trattativa con i seguenti obiettivi:
moratoria degli sfratti, stop alle privatizzazioni di beni
pubblici (disponibilità di beni immobiliari del demanio), stop
alle grandi opere. martedì 1 ottobre 2013
SOLLEVAZIONE GENERALE - ASSEMBLEA DI MILANO
L'assemblea ha chiarito
perfettamente modalità, contenuti e finalità della
manifestazione del 19. La manifestazione va vista come l'approdo
di un percorso già iniziato e che avrà nei giorni 25, 26, 28
settembre e 6, 12 ottobre tappe significative e tutte di valenza
nazionale. L'idea, a cui dovrebbe corrispondere la realtà, è quella
di un movimento non settoriale, radicato nei territori, che tenta,
con la manifestazione di Roma, di realizzare uno spazio politico
entro il quale aprire una trattativa con i seguenti obiettivi:
moratoria degli sfratti, stop alle privatizzazioni di beni
pubblici (disponibilità di beni immobiliari del demanio), stop
alle grandi opere. LA FUNZIONE DELL'ABITARE - L'INTERVENTO DI KAORI, ILARIA, ALE.
Sono Kaori,
vi parlo a nome di Altin, Ale, Tina, Luca ed altri che sono qui
presenti, e vi parlo a nome delle 40 famiglie che hanno occupato tre
palazzi ad Asti, in via Orfanotrofio, in via Allende, e in corso
Volta. Due palazzi di proprietà pubblica e uno delle banche.
Come
qualcuno di voi ha affermato nella assemblea dell'11, un palazzo
vuoto è morto; è senza spirito; suscita un sentimento di abbandono.
Si è allontanato da quel palazzo lo spirito dell'architetto che l'ha
disegnato, ma anche lo spirito delle persone che l'hanno abitato. Ma
se è vuoto da tanto tempo, si è allontanata da quel palazzo anche
una idea giusta della proprietà, quella dettata dall'art. 42
della nostra Costituzione
FESTIVAL DELL'ARCHITETTURA
Coinvolti dagli
organizzatori di Asti Fest (Festival dell'Architettura Astigiano)
nella discussione sul recupero degli edifici dismessi abbiamo di buon
grado aperto gli spazi da noi autogestiti in via Orfanotrofio (ex
mutua) ad un gruppo di filmakers, corrispondendo a tutte le loro
domande e curiosità. Ne è risultato un incontro piacevolissimo con
dei bravi professionisti nonché il montaggio di un pezzo di una
video/intervista a più interlocutori, architetti, giornalisti,
tecnici del Comune, “occupanti”. giovedì 25 aprile 2013
APRILE 2013: LA LOTTA CONTINUA!
A
sentire il leader del Movimento 5 stelle, fascismo e antifascismo
sarebbero ormai questioni ideologiche superate, “domande senza
risposta” su cui non si dovrebbe più perder tempo, tanto che
persino Simone Di Stefano (candidato presidente del movimento
fascista Casa Pound) potrebbe, a detta dell’ex comico, entrare
senza problemi a far parte del MS5.
Il fascismo poi, come ricorda Roberta Lombardi (capogruppo del
movimento grillino alla Camera dei deputati) prima di “degenerare”
aveva molti aspetti positivi, tra cui la “tutela della famiglia”
e l’”alto senso dello stato”.
Queste
le dichiarazioni pubbliche di due dei più importanti esponenti di
quel movimento che in Italia è riuscito ad affermarsi intercettando
e dando forma politica a quel malessere sociale ormai sempre più
diffuso, assumendo – deformandoli e rendendoli fruttuosi da un
punto di vista elettorale– la sfiducia nei confronti della
politica, la consapevolezza dell’irriformabilità del sistema, la
tensione verso una maggiore equità nella distribuzione delle risorse
e l’attenzione per le tematiche ambientali.
POLITICAMENTE SCORRETTO
Il corteo di ieri si è
discostato visibilmente, nel linguaggio e nelle forme della
partecipazione, dai soliti cortei. Uno sciame di persone, non
attraversato da principi d'ordine, soprattutto gioioso. Le tematiche
esplicite, quelle rintracciabili nei volantini e negli striscioni,
sono circolate senza uno specifico portatore, né individuale né
collettivo. Certo i “rottamai” c'erano, c'erano i giovani
precari, c'erano le famiglie, “occupanti e non”, ma nessuno di
loro appariva con il targhet della categoria sociale di appartenenza.
Due volantini, fitti di
argomenti, sono stati distribuiti in una sorta di occasionale
passamano, come se quella fin troppo tradizionale forma di
comunicazione costituisse un dettaglio trascurabile rispetto alla
comunicazione dei sentimenti, delle colonne sonore dei sound-system,
delle danze e delle performance dei gruppi in costume. Una bella
manifestazione, hanno detto in molti, durante e dopo il corteo. Una
bella festa. In molti si sono rammaricati di non avervi preso parte.
Una situazione
decisamente sfavorevole per chi sopravvaluta il potere della parola,
per chi legge il presente con le lenti del passato. La rivendicazione
del diritto al lavoro e alla casa è stata brevemente commentata, in
due punti del lungo percorso, come se fosse serenamente implicita e
scontata, come se la fiducia e la speranza in un mondo migliore non
avessero bisogno di dichiarazioni di uguaglianza e di giustizia
sociale, ma solo di azioni e sentimenti conseguenti. Rigorosamente
conseguenti, come una occupazione, come una festa in una casa
occupata o come un esproprio. Si esproprio, come quello deciso dal
governo della Andalusia, nei confronti delle banche che hanno
speculato con i mutui ipotecari.
Si può, si deve
Si
può, si deve
mercoledì 10 aprile 2013
INCONTRO CON I CAPIGRUPPO
L'incontro non ha
registrato niente di nuovo, salvo il fatto che la presenza del
sindaco, della presidente del Consiglio Comunale e di alcuni
capogruppo, ha confermato una disposizione all'ascolto che le
famiglie e l'associazione avevamo già avuto occasione di apprezzare.
Da parte nostra sono
state ripresentate le ragioni e la storia delle tre occupazioni, il
valore politico e sociale che attribuiamo a quelle, il loro senso nel
nostro universo di discorso.
Attraverso quelle
ragioni abbiamo puntualizzato i principali problemi da affrontare,
quello abitativo essendo il diritto all'abitare sempre più negato e
quello dell'uso degli stabili occupati, essendo il diritto di
proprietà, così come è esercitato oggi, in un mercato dominato
dalla finanza, di ostacolo ad un uso sociale degli edifici.
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