O forse turba i fautori di un ordine sociale iniquo, in cui tutto è fatto merce e precarietà a vantaggio di una minoranza ? Sedici famiglie senza alternativa abitativa, insieme ai volontari del Coordinamento Asti-est e di altre associazioni cittadine, hanno “occupato” l'edificio di proprietà dell'asl in via Orfanotrofio e l'edificio di proprietà del demanio di via Allende. Entrambi gli edifici erano abbandonati da anni all'incuria, in attesa di valorizzazione mercantile. Le sedici famiglie, uomini donne e bambini colpite da sfratti esecutivi per morosità incolpevole, rischiavano di finire sulla strada o disperse nelle assai approssimate reti di solidarietà di questa città. Sono anni che non si costruiscono alloggi popolari e i 108 che arriveranno a partire dagli ultimi mesi del 2011 si confronteranno con una richiesta di 600 aspiranti assegnatari in graduatoria atc e con una emergenza abitativa ormai cronica.
giovedì 27 gennaio 2011
domenica 23 gennaio 2011
CENA DI AUTOFINANZIAMENTO
La solidarietà, insieme alla partecipazione, sono i comportamenti sollecitati e caratterizzanti di queste azioni di “occupazione”. Nessuna concessione alla spontaneità che non sia quella che necessariamente segue queste azioni, le porta a compimento. Prima c'è la riflessione, l'analisi, il senso che va esplicitato, in stretta relazione con il bisogno sociale che vuole essere soddisfatto.
Quando si dice buona azione civica oppure scelta di cittadinanza attiva, si vuole sottolineare la presa di coscienza e l'assunzione di responsabilità individuale verso il contesto, verso il noi come collettivo di libere persone singole, verso la società come insieme contraddittorio di relazioni.
domenica 19 dicembre 2010
EMERGENZA CASA, SINDACATI, ASSESSORE
“Chi costruisce riservi alloggi da affittare a canone agevolato”
Si torna a discutere, dopo le occupazioni. La vicenda delle quattro famiglie che si sono date una sistemazione abitativa entrando nell’ex poliambulatorio di via Orfanotrofio è stato l’ultimo atto di un’emergenza che dura ormai da anni. Sono almeno 600 le famiglie in città che chiedono un alloggio popolare. «Una situazione che si sta aggravando, soprattutto a causa della riduzione dei salari e alla precarizzazione dell’occupazione» sostengono in un documento le segreterie di Cgil, Cisl e Uil, che proprio su questo tema hanno voluto incontrare l’assessore ai Servizi sociali del Comune Pier Franco Verrua.
venerdì 17 dicembre 2010
LA CASA DEI METALLURGICI
L'occupazione “in uso temporaneo” dell'edificio Asl di via Orfanotrofio da parte di volontari del Coordinamento e di cittadini colpiti da sentenze di sfratto è una azione necessitata dalle circostanze. Quali ?
La mancanza di dignitose alternative abitative per otto famiglie con minori. La residualità della offerta di case a canone calmierato o sociale. Un mercato immobiliare speculativo, quindi escludente per le famiglie con redditi modesti o intermittenti. Un potere pubblico del tutto incapace di agire politiche sociali adeguate alla gravità della situazione.
mercoledì 15 dicembre 2010
COMUNICAZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE
Sulla facciata dei vecchi uffici asl occupati mercoledì’ mattina è stato messo uno striscione su cui è scritto “ se voi ve ne fregate noi ce ne occupiamo “ questo slogan è tristemente vero .
sabato 11 dicembre 2010
Al Direttore dell'ASL
Egregio Direttore
La ringraziamo innanzi tutto dell'atteggiamento dialogante, prezioso data l'asprezza dei tempi, che ci ha mostrato nel corso della breve conversazione di venerdì scorso. Un atteggiamento che impone una reciprocità a cui noi, volontari dell'associazione Coordinamento Asti-est, ben volentieri ci atteniamo. Fuori da ogni rituale e con poche parole e soprattutto con la consapevolezza della gravità dei problemi di cui stiamo parlando, nonché delle responsabilità che implicitamente richiamano, ci ha chiesto di precisarle meglio il senso, le modalità e i limiti della nostra azione. Quel che segue è la nostra risposta.
venerdì 10 dicembre 2010
FAMIGLIE USA E GETTA
Questa mattina alle ore 9,00, sei famiglie senza alternativa abitativa, insieme ai volontari del Coordinamento Asti-est e di altre associazioni cittadine, hanno preso in uso temporaneo l'edificio di proprietà dell'asl in via Orfanotrofio. Le sei famiglie, uomini donne e bambini, come già le altre sei che “occupano” da marzo del 2009 l'edificio di via Allende, anch'esse colpite da sfratti esecutivi per morosità, rischiavano di finire sulla strada o disperse nelle assai approssimate reti di solidarietà di questa città. Una città che non si avvede, nella sua maggioranza, che il malessere sociale che colpisce una sua parte è un pericolo di regresso civile per tutti.
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