giovedì 23 ottobre 2014

VIETATO ESISTERE


Posizione del Forum diritti lavoro sul divieto di residenza e di allacci alle utenze per le famiglie che vivono negli stabili occupati

L’ART 5 DEL DECRETO LEGGE RENZI-LUPI SUL “PIANO CASA”
E IL DIRITTO AD ESISTERE
Esattamente come accaduto per il lavoro (e cioè le “tutele progressive” e “gli 80 euro” in più in busta paga forse un domani mentre la precarietà e la fine di ogni diritto alla formazione subito con il decreto legge Renzi – Poletti n. 34 del 20 marzo) lo stesso ha fatto il Governo sul cd “piano casa” con il decreto legge gemello Renzi – Lupi n. 47 del28 marzo.

sabato 18 gennaio 2014

LE RAGIONI INCONFESSATE DELL'ESTABLISHMENT

La nostra ostinazione nell'argomentare ciò che facciamo, è nota a tutti i nostri interlocutori. Inoltre per evitare ogni astrazione mettiamo a confronto i nostri argomenti con i bisogni, le speranze e i drammi, nonché i pregiudizi e la falsa coscienza, di chi si affaccia ai nostri sportelli di segretariato e poi, accettando la nostra pedagogia, ci accompagna. L'abbiamo chiamata pedagogia della partecipazione consapevole. E' per questo che le nostre “occupazioni” non sono bivacchi o l'esito di un malessere fuori controllo oppure azioni avventate di chi ignora il contesto. Sono invece progetti razionali e condivisi, assunzioni di responsabilità (comprese quelle che derivano dalla disobbedienza ai codici, abbiamo sei processi in corso), azioni pre/meditate e necessitate in un contesto dove i poteri dominanti si sono prodigati, nel corso di 20 anni, a negare diritti della persona e sociali. Questo è il tempo presente, queste sono le “occupazioni”, non altre. Basta un minimo di onestà intellettuale per riconoscerle.

martedì 24 dicembre 2013

A NATALE SI PUÒ FARE DI PIÙ

Oggi 24 dicembre 2013, otto famiglie, insieme ai volontari del Coordinamento Asti-Est e del collettivo ExMutua, hanno preso possesso dell'edificio di Salita al Fortino 90 stabilendovi la loro dimora provvisoria.
Con questo atto le famiglie hanno messo fine ad una condizione di emergenza abitativa diventata insostenibile, dopo aver subito sfratti senza colpa e ricercato senza risultati una alternativa.
Il dramma di una precarietà economica che si trasforma in precarietà di relazioni, sociali e familiari incluse, sembra non avere fine, su tutto il territorio nazionale.
Tale precarietà è aggravata da un mercato immobiliare che esclude per censo e lascia ad una domanda inesistente decine di immobili vuoti e migliaia di alloggi sfitti.
In questo contesto la tutela della dignità e del diritto delle persone/famiglie può esercitarsi solo con atti di disubbidienza civile come quello di oggi.

A NATALE SI PUÒ FARE DI PIÙ




RABBAH JILLALI con moglie incinta, SAMSEN YOUNES con moglie e un minore, IOVU ELENA NADIA con convivente, CARLUCCI ANNA con marito e un minore, EL RHALI HASSAN con mamma fratello e nipote, DRIZA ALTIN con moglie incinta e un minore, ELYHZIOUI MOHA con moglie e un minore, PRIAMO DANILO con moglie.
Sono otto famiglie con la stessa storia sociale delle famiglie di via Allende e di via Orfanotrofio. Hanno perso in questi ultimi anni il diritto ad una abitazione nell'indifferenza delle pubbliche istituzioni. Tutto ciò loro malgrado, in circostanze estranee alla loro volontà e attraverso atti legali ma sempre più spesso ingiusti. Licenziamenti, cassa integrazione, salari intermittenti, affitti diventati improvvisamente pesanti per bilanci familiari sempre più leggeri, sfratti.

mercoledì 6 novembre 2013

PROPRIETÀ ASSENTEISTA E PICCOLA PROPRIETÀ IMMOBILIARE

La famiglia di cui si è discusso, ieri sera, nell’assemblea degli occupanti e delle famiglie sotto sfratto ci era già nota. Lui, Choundi Said, opeaio edile, con una normale storia di lavoro fino al 2012, poi una disoccupazione che non ha avuto termine, una figlia minore di 4 anni, una moglie incinta.

Quando abbiamo contrastato lo sfratto, al quarto accesso – i precedenti ottenuti con il contributo economico del Comune – il capofamiglia aveva già percorso tutta la strada delle incertezze e delle vane attese di chi, trovandosi improvvisamente privato di un reddito da lavoro, si rivolge ai vari sportelli della filantropia pubblica e privata. I funzionari e i loro dirigenti del Centro per l’impiego, dei Servizi Sociali e della Caritas presumono di poter offrire qualcosa di più di un atto filantropico o compassionevole. E’ vero, ma quel qualcosa di più sono solo annunci di politiche sociali e della casa che non vengono mai attuate, di cui non si vede alcun presupposto. Diversamente, non si arriverebbe a proporre ad una famiglia come quella del signor Choundi Said, vittima di una crisi di cui non condivide alcuna responsabilità, la sua dissoluzione. Mittente della proposta l’assessorato alle politiche sociali “viaggio accompagnato al paese d’origine per tutta la famiglia oppure centro di accoglienza per la figlia minore” . Il tutto regolarmente annotato dall’ufficiale giudiziario esecutore dello sfratto.

sabato 26 ottobre 2013

SOLLEVAZIONE !!


La manifestazione è stata esattamente come la volevamo, come l'abbiamo costruita sui territori, con i gruppi affidati alla responsabilità e all'autotutela dei singoli, con l'esplicita intenzione di evitare a Roma il replay del 18 ottobre dell'anno scorso e soprattutto con la consapevolezza di dover costruire un evento, inedito nella storia recente dei movimenti, che moltiplicasse nella forma della manifestazione nazionale, la forza degli argomenti e delle azioni che negli ultimi anni abbiamo dispiegato sui territori. Forza simbolica e mediatica, come si è visto subito, domenica mattina, con il luogo dell'assedio frequentatissimo da giornalisti e il martedì successivo con l'incontro ministeriale su tutte le reti e poi ancora lo spazio televisivo dato all'evento e alla parola dei militanti. 

martedì 1 ottobre 2013

SOLLEVAZIONE GENERALE



Ogni giorno, migliaia di persone lottano in questo paese: per arrivare a fine mese, difendere il diritto ad un tetto, affermare la propria dignità, difendere territori e beni comuni da devastazioni e saccheggi. Si tratta, il più delle volte, di percorsi separati che non riescono a tradursi in un discorso generale. Intendiamo rovesciare l’isolamento delle singole lotte e la precarietà delle nostre esistenze, per dare vita a una giornata di lotta che rilanci un autunno di conflitto nel nostro paese, contro l’austerity e la precarietà impostaci dall’alto da una governance europea e mondiale sempre più asservita agli interessi feroci della finanza, delle banche, dei potenti.

  FONDO DI RESISTENZA   con i pregiudicati della ex Mutua SOMMA VERSATA A TUTT'OGGI     7300 e...