Non
l’abbiamo appresa come una buona notizia, anche se il loro residuo
di cassa l’hanno versato alla nostra Associazione. In questa fase
di chiusura di un ciclo di lotte per il diritto alla casa, abbiamo
attraversato le stesse difficoltà, ci siamo fatti le stesse domande:
perché e come le istituzioni (il potere) e le loro corti (la stampa,
l’opinione pubblica, la possidenza e i fautori del neoliberismo)
hanno sconfitto il nostro progetto; come far si che la nostra
esperienza e il senso che le abbiamo attribuito non vadano perduti,
ma siano il tratto forte della contro-narrazione a cui ci siamo già
applicati.
martedì 28 agosto 2018
TOLTO L’ABITO non RESTA UN MONACO
Nasceva circa 4 anni fa, nel 2014, l’
associazione “L’Abito -Associazione per il diritto
all’abitare ed alla dignità”. Nasceva dalla volontà di un
pugno di persone di riproporre le pratiche di solidarietà e
attivismo apprese in tutta Italia anche qui nella nostra cittadina
che, seppure in proporzione, si trova ad affrontare gli stessi
problemi. Nasceva dalle ceneri del collettivo “il collettivo”,
che aveva cercato di riproporre a Bra l’esperienza di quelli che
nel resto d’Italia sono i collettivi studenteschi, gli antagonisti,
i centri sociali. Nasceva soprattutto dalla collaborazione con i
movimenti per la casa di varie città e dalla partecipazione alla
lotta contro la tav in val di Susa.
Oggi l’associazione è ufficialmente sciolta.
martedì 30 gennaio 2018
LOTTE SOCIALI
Tarda serata di domenica 28, al Diavolo Rosso. Presenza di compagni che hanno fatto una esperienza di lotta sociale con i miliziani curdi del YPG (Unità di Protezione Popolare). Una bella (e difficile) lezione di storia (e geografia), di un popolo (e di una regione) a cavallo dei confini di tre Stati (Turchia, Siria, Iraq). Una condizione di oppressione che è il lascito, ancora carico di conflitti e di questioni nazionali non risolte, dell’imperialismo dei secoli scorsi e di quello presente.
La necessità di passare da un medioevo segnato dalla dominazione araba e musulmana, ad una modernità sottratta a quella cultura, e a quella, sovraordinata, del più recente dominio imperialista. Ha tutti gli aspetti di una impresa impossibile. Come quella di prendersi un caffè in casa dei miliziani, pensando di ritrovare lì il cameratismo che c’è tra uomini e donne sul campo di battaglia. Sorpresa ! Nella vita domestica le donne continuano a servire e ad appartarsi.
La necessità di passare da un medioevo segnato dalla dominazione araba e musulmana, ad una modernità sottratta a quella cultura, e a quella, sovraordinata, del più recente dominio imperialista. Ha tutti gli aspetti di una impresa impossibile. Come quella di prendersi un caffè in casa dei miliziani, pensando di ritrovare lì il cameratismo che c’è tra uomini e donne sul campo di battaglia. Sorpresa ! Nella vita domestica le donne continuano a servire e ad appartarsi.
domenica 14 gennaio 2018
FONDO DI RESISTENZA
con i pregiudicati della ex Mutua
SOMMA VERSATA A TUTT'OGGI
7300 euro
vedere gli aggiornamenti su:
http://coordinamentoasti-est.blogspot.it/
Condannati a complessivi 40 anni di galera per aver sottratto un edificio all'ingiuria del tempo e all'incuria degli uomini (la ex Mutua), e ancora condannati al risarcimento di presunti danni morali e materiali (15+3 mila euro) per aver fatto di quell'edificio la dimora di 12 famiglie sfrattate e senza alternativa alloggiativa.
La sentenza del giudice e la scelta dei dirigenti dell'Asl di costituirsi parte civile contro i militanti del Coordinamento Asti-Est e le famiglie «occupanti», rappresentano, insieme, l'ennesimo atto di guerra contro i poveri cristie.
FINANZIATE IL FONDO DI RESISTENZA
CC iban: IT76S0608510322000000022429
(annotando nella causale “elargizione liberale per fondo di resistenza”)
Prossime iniziative di solidarietà e raccolta fondi:
CASA DEL POPOLO , 25 GENNAIO ORE 21, Cena di solidarietà
DIAVOLO ROSSO, 28 GENNAIO ORE 21, Cena con i miliziani curdi del YPG
Coordinamento Asti-Est, le famiglie occupanti, singoli, associazioni e movimenti di base.
APPELLO
Condannati a complessivi 40 anni di galera per aver sottratto un edificio all'ingiuria del tempo e all'incuria degli uomini (la ex Mutua), e ancora condannati al risarcimento di presunti danni morali e materiali (15+3 mila euro) per aver fatto di quell'edificio la dimora di 12 famiglie sfrattate e senza alternativa alloggiativa.
La sentenza del giudice e la scelta dei dirigenti dell'Asl di costituirsi parte civile contro i militanti del Coordinamento Asti-Est e le famiglie «occupanti», rappresentano, insieme, l'ennesimo atto di guerra contro i poveri cristi (altri se ne agiscono sul territorio nazionale) e l'ennesimo atto di complicità con la possidenza e il potere dominante.
Restare indifferenti è una conferma dell'ingiustizia e della disuguaglianza che tale potere impone alla società. Un modo concreto di opporvisi è rispondere all’appello finanziando un fondo di resistenza (CC iban :IT76S0608510322000000022429, annotando “solidarietà ex Mutua”) e partecipando alle iniziative di denuncia e di solidarietà lanciate nei giorni a venire da singoli e associazioni.
Coordinamento Asti-Est, le famiglie occupanti, singoli, associazioni e movimenti di base, in assemblea alla Casa del Popolo, il 5 dicembre 2017 .
giovedì 7 dicembre 2017
PROCESSO ALLA POVERTA' E PENE SURREALI
PROCESSO
ALLA POVERTA' E PENE SURREALI.
Considerando
l'entità delle pene (tutte oltre un anno di reclusione, fino a due
anni) è difficile non scorgere un accanimento del giudice, sia nei
confronti dei militanti dell'associazione, sia nei confronti delle
famiglie occupanti. Le azioni di di queste ultime sono state
giudicate in astratto, secondo il profilo dettato dalla norma del
c.p., dunque a prescindere dallo “stato di necessità” a cui le
stesse famiglie erano assoggettate. Come risulta da un suo recente
pronunciamento, persino la Suprema Corte, ammette che il bisogno di
alloggio può determinare uno “stato di necessità” e dunque
costituire una attenuante della pena. Il nostro giudice ha preferito
semplificare.
In
questo fin troppo discutibile indirizzo giudicante, cancellato lo
“stato di necessità” delle famiglie, sono venute di conseguenza
le condanne inflitte ai militanti dell'Associazione (maggiori di
quelle richieste dal pm). Nel giudizio, questi ultimi sono apparsi
nel ruolo di astratti promotori dei più vari reati. A dispetto
della istruttoria, che documentava un rapporto di solidarietà e di
mutuo soccorso, tra Associazione e famiglie in “emergenza
abitativa”, nonché un rapporto dialogico, che ha accompagnando il
conflitto, tra Associazione, Asl, Enti pubblici.
mercoledì 15 novembre 2017
BRANCACCIO FINE ?
L’aspetto
più inquietante dal punto di vista politico di chi, come me, si è
acceso di entusiasmo per il primo Brancaccio (Giugno), è stato
constatare a posteriori, dal documento firmato a quattro mani in in
avanti, il ruolo preponderante dei partiti sul ruolo marginale dei
cosiddetti civici (cittadini, associazioni, movimenti di base). Poco
importa, da questo punto di vista che Rifondazione abbia fatto dello
“entrismo” mentre gli altri tre abbiano preferito un percorso
parallelo a quello dei “civici”. In quanto ai civici, con o senza
tessera di partito in tasca, delle cento città - e qui posso
tralasciare i documenti e riferirmi alla breve esperienza astigiana -
non hanno nemmeno avuto il tempo di conoscersi e di confrontarsi tra
loro sui problemi dei rispettivi territori. Altro che percorso di
lunga lena, con la scadenza elettorale come tappa di minore
importanza !
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