giovedì 7 dicembre 2017

PROCESSO ALLA POVERTA' E PENE SURREALI


PROCESSO ALLA POVERTA' E PENE SURREALI.
Considerando l'entità delle pene (tutte oltre un anno di reclusione, fino a due anni) è difficile non scorgere un accanimento del giudice, sia nei confronti dei militanti dell'associazione, sia nei confronti delle famiglie occupanti. Le azioni di di queste ultime sono state giudicate in astratto, secondo il profilo dettato dalla norma del c.p., dunque a prescindere dallo “stato di necessità” a cui le stesse famiglie erano assoggettate. Come risulta da un suo recente pronunciamento, persino la Suprema Corte, ammette che il bisogno di alloggio può determinare uno “stato di necessità” e dunque costituire una attenuante della pena. Il nostro giudice ha preferito semplificare. 
In questo fin troppo discutibile indirizzo giudicante, cancellato lo “stato di necessità” delle famiglie, sono venute di conseguenza le condanne inflitte ai militanti dell'Associazione (maggiori di quelle richieste dal pm). Nel giudizio, questi ultimi sono apparsi nel ruolo di astratti promotori dei più vari reati. A dispetto della istruttoria, che documentava un rapporto di solidarietà e di mutuo soccorso, tra Associazione e famiglie in “emergenza abitativa”, nonché un rapporto dialogico, che ha accompagnando il conflitto, tra Associazione, Asl, Enti pubblici.

mercoledì 15 novembre 2017

BRANCACCIO FINE ?


L’aspetto più inquietante dal punto di vista politico di chi, come me, si è acceso di entusiasmo per il primo Brancaccio (Giugno), è stato constatare a posteriori, dal documento firmato a quattro mani in in avanti, il ruolo preponderante dei partiti sul ruolo marginale dei cosiddetti civici (cittadini, associazioni, movimenti di base). Poco importa, da questo punto di vista che Rifondazione abbia fatto dello “entrismo” mentre gli altri tre abbiano preferito un percorso parallelo a quello dei “civici”. In quanto ai civici, con o senza tessera di partito in tasca, delle cento città - e qui posso tralasciare i documenti e riferirmi alla breve esperienza astigiana - non hanno nemmeno avuto il tempo di conoscersi e di confrontarsi tra loro sui problemi dei rispettivi territori. Altro che percorso di lunga lena, con la scadenza elettorale come tappa di minore importanza ! 

sabato 4 novembre 2017

LA QUESTIONE ABITATIVA

L’articolo che linkiamo tra i «testi di un certo interesse», composto per il Manifesto da uno studioso della “questione abitativa” in Italia, anticipa i temi della nostra assemblea dell’8 novembre. In particolare (a) l’uso ideologico dei concetti di legalità e di emergenza, per nascondere i termini veri della “questione abitativa”; (b) lo strapotere del blocco sociale che fa capo alla rendita (il partito del mattone); (c) il valore sociale e politico (di contrasto dello strapotere di cui si è detto) delle “occupazioni” degli edifici dismessi e in abbandono.

mercoledì 27 settembre 2017

VALORI IMMOBILIARI O VALORI CIVICI

La risposta dell’Assessore Cotto all’interrogazione delle opposizioni, di cui il vostro giornale ha dato sommariamente conto, è la fotocopia di analoghe risposte date a suo tempo dell’Assessore Vercelli.  Con qualche riflesso d’ordine in più.
L'assunto che ne ho tratto, avendola letta per intero, lo riassumerei così : “Tranquilli, è tutto sotto controllo. Abbiamo gli strumenti e i soldi per accompagnare alla normalità, senza conflitti, le persone/famiglie che subiscono problemi alloggiativi. L’emergenza abitativa è in via di risoluzione. Eliminando l’uso improprio degli alloggi Atc e confidando su un maggior apprezzamento dei privati per i contratti di locazione dalla nostra Agenzia Sociale (ASLO), l’anno prossimo andrà ancora meglio. In quanto alle “occupazioni”, poiché sono abusive e dunque illegali, e poiché aggravano l’emergenza abitativa, le sgombereremo tutte. Come  abbiamo già fatto per quella di Salita al Fortino".
Tutti i dati i dati forniti dall’Assessore (sull’andamento degli sfratti, sulla disponibilità di case popolari, sull’emergenza), sembrano confermare questo assunto. Invece è solo l’apparenza, che si ottiene separando questi dati dal loro contesto regionale e nazionale. Con lo stesso artificio, la questione abitativa, che si aggrava irrisolta dal 2006, è stata declassata ad “emergenza”. Analogamente, le “occupazioni”, separate dalla loro storia e dal loro “movimento”, sono state ridotte ad abusivismo, i loro protagonisti a comparse, socialmente irrilevanti.

giovedì 10 agosto 2017

I SENTIMENTI DELLA CRISI

Ha torto ad indispettirsi la funzionaria dei Servizi Sociali, quando il suo interlocutore le fa osservare che il secchiello con cui dovrebbe prosciugare il mare del malessere sociale cittadino è pieno di buchi. Non solo contraddice la sua avvenenza, ma mostra di non sapere che funzionari ben pagati, di enti sovraordinati al suo, confermano questa metafora. La Regione Piemonte per esempio, attraverso il sito web dello “Osservatorio regionale della condizione abitativa”, fa sapere che nel 2014 solo 8 aspiranti assegnatari su 100 in graduatoria dell'Atc hanno ottenuto una casa popolare. Non deve essere andata molto meglio negli anni precedenti e in quelli seguenti chissà, visto che le rilevazioni si fermano al 2014. Sarà che la legge 80/2014, quella che ha messo fine alla Erp e criminalizzato la povertà, avrà anche sospeso le attività dello “Osservatorio”. Comunque, per gli anni antecedenti il 2014 lo stesso “Osservatorio” mostra a grafico sia le richieste di esecuzione degli sfratti, sia le domande di casa popolare insoddisfatte. Le prime sono salite vertiginosamente dalle 3700 del 2006, alle 8000 del 2014. Le seconde sono salite con lo stesso impeto, dalle 16500 del 2006 alle 23000 circa del 2014. Cancellata dunque ogni illusione. E' dal 2006 che il “bisogno abitativo insoddisfatto” cresce su se stesso, annotandosi come “emergenza” nella parte di popolazione già “fuori mercato” e come “disagio abitativo” nella parte di popolazione che paga “al mercato” locazioni pari al 40 % del reddito familiare. Il fatto che le due parti scivolino una nell'altra e progressivamente si ingrossino, non è mai troppo rimarcato perché sarebbe un segno inequivocabile di un fallimento e di una “questione abitativa” non risolta.

sabato 29 luglio 2017

UN COMMENTO FUORI DALLA CRONACA


Lo sgombero delle tre famiglie dallo stabile occupato di Salita al Fortino è stato uno sgombero violento. L'apparato militare messo in campo avrebbe travolto qualsiasi resistenza. Se la resistenza non c'è stata il merito non va alle famiglie, di cui è stata ipocritamente lodata la mitezza, ma alla triade – proprietari, assessorato, questura – che ha fatto terra bruciata attorno al “soggetto sociale” che dal 2010 e d'intorni ha tentato di ricondurre il bisogno abitativo all'esercizio di un diritto. Hanno avuto quel senso tutte le sue azioni pubbliche, contrasto degli sfratti, occupazioni (quattro in città), cortei e assemblee. Era composto da famiglie sfrattate, sotto sfratto e dai generosi militanti di una associazione.

Ora quel “soggetto sociale” appare esausto, quasi dissolto. Si era messo “in movimento” con altri omologhi su tutto il territorio nazionale, aprendosi un effimero spazio politico con la manifestazione di Roma dell'ottobre 2013. Casa, reddito, dignità è stata la parola d'ordine di un corteo di decine di migliaia di persone e famiglie. La risposta del governo e delle amministrazioni pubbliche non si è fatta attendere. Militanti arrestati, militanti agli arresti domiciliari, centinaia di persone processate e le richieste “non conformi” alle leggi della possidenza – espropri, requisizioni, comodati d'uso di edifici vuoti o abbandonati – quasi ovunque respinte.

giovedì 20 luglio 2017

CONTRORIFORMA

Lo sgombero violento (non importa che l'apparato militare non abbia incontrato oppositori) di tre famiglie dallo stabile “occupato” di Salita al Fortino, ha riproposto nel modo peggiore la “questione abitativa” in città. Una questione che viene descritta come una “emergenza”, per nasconderne il carattere strutturale, il fatto di essere determinata dalla politica e dalla cultura dominanti. Dunque una emergenza ogni anno uguale a se stessa, dal 2006: stillicidio di sfratti per morosità incolpevole, graduatorie per la casa popolare affollate e inesauribili, mercato delle locazioni inaccessibile per famiglie con redditi precari.

  FONDO DI RESISTENZA   con i pregiudicati della ex Mutua SOMMA VERSATA A TUTT'OGGI     7300 e...