
venerdì 18 novembre 2016
CHE FARE, PER DARE UNA RAGIONE ALL'INQUIETUDINE.

sabato 5 novembre 2016
CHI COMPRA CHI
Ancora
una volta i giornali annunciano un possibile acquirente dell'edificio
di via Orfanotrofio e ancora una volta la notizia è accompagnata
dall'assoluto silenzio sulla presenza nello stesso edificio da dodici
famiglie, che vi domiciliano da sei anni, dopo averlo “occupato”
perché sfrattate senza alternativa abitativa.
Nel
frattempo sono andate deserte due aste pubbliche, due sindaci hanno
fatto pervenire una ordinanza di sgombero ciascuno, l'associazione
che ha accompagnato le famiglie in questo percorso “fuori legge”
ha aperto quell'edificio all'interesse della città. Così, decine di
iniziative pubbliche condotte dal “collettivo della ex mutua” e
dal Coordinamento Asti-Est hanno provato ad accreditare un progetto
di recupero che tenesse insieme il diritto all'abitare delle famiglie
“occupanti”, il proposito di sottrarre alla speculazione
immobiliare un edificio di proprietà pubblica, l'idea di
ricongiungere la storia dello stesso edificio alla “casa dei
metallurgici” che era stato negli anni 20, prima che i fascisti
decidessero di sottrarlo a quell'uso.
Tutte
azioni che hanno mancato il loro scopo, non solo ignorate dagli enti
pubblici, in primis l'Assessorato ai Servizi Sociali e la Questura,
ma prese a pretesto per negare la legittimità della “occupazione”,
contenerla nel recinto di una legalità senza principi, ridotta a
puro riflesso d'ordine, impedire che le famiglie “occupanti”
fossero riconosciute, attorno a quel progetto, un interlocutore
collettivo, portatore di diritti di cittadinanza.
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