
Oggi sono di fronte a un accanimento mediatico
senza precedenti. E c’è un perché: la posta in gioco è alta e si
chiama Stadio di Tor di Valle. Insieme a una complessiva azione di
rientro nella legalità che la giunta Raggi, seppur tra incertezze e
inadeguatezze, ha portato avanti finora.
1. Parto dalle incertezze e inadeguatezze che ho
più volte pubblicamente denunciato. Nessuno di noi pensava di dover
affrontare ostacoli così giganteschi. Eravamo stati messi
sull’avviso da una breve, quanto incisiva, relazione del prefetto
Tronca: assenza di regole nel governo del territorio, lavori pubblici
milionari affidati impunemente a imprese amiche. Ma la realtà è
stata superiore ad ogni previsione. Decine le deliberazioni avviate
in precedenza e viziate da pesanti ombre e interrogativi.